Anticorpi Secondari

Anticorpi secondari

Gli anticorpi secondari forniscono il rilevamento e l’amplificazione del segnale oltre ad estendere l’utilità di un anticorpo attraverso la coniugazione alle proteine e sono particolarmente adatti per l’immunomarcatura. Si legano agli anticorpi primari che sono direttamente legati all’antigene bersaglio. Gli anticorpi secondari trovano applicazione in diversi tipi di analisi come immunoistochimica, Western Blot, citometria a flusso ed ELISA. La selezione degli anticorpi secondari dipende interamente dalla classe degli anticorpi primari, dal tipo di etichetta e dall’ospite di origine. La maggior parte degli anticorpi primari appartiene alla classe IgG e sono generati in un insieme comune di specie ospite come pollo, coniglio, capra, topo, ecc. Quindi la nomenclatura corretta sarà IgG anti-capra, IgG anti-pollo, IgG anti-coniglio. Solitamente vengono utilizzati IgG anti-topo o anticorpi policlonali. Una conoscenza adeguata del test di rilevamento è quindi necessaria per identificare l’anticorpo secondario ottimale. cioè i test ELISA e Western blot possono essere eseguiti utilizzando il sistema reporter a fluorescenza, il sistema chemiluminescente e colorimetrico mentre la citometria a flusso e l’immunofluorescenza sono solitamente limitate alle etichette reporter fluorescenti. In tutte queste tecniche è necessario un anticorpo secondario coniugato.

(i): Gli anticorpi secondari forniscono il rilevamento e l’amplificazione del segnale iniziale, accrescendo l’efficacia di un anticorpo attraverso la coniugazione con le proteine antigeniche.

Questa funzione si espleta allorché gli anticorpi secondari si legano agli anticorpi primari che, a loro volta, già si sono  direttamente legati all’antigene bersaglio.

Grazie a queste caratteristiche sono utilizzati nell’immunomarcatura.

Cosa sono gli anticorpi secondari

Per definire correttamente cosa siano gli anticorpi secondari, è opportuno procedere con ordine definendo quali siano le differenze con gli anticorpi primari.

Innanzitutto, cominciamo con il dire che gli anticorpi sono proteine ​​o immunoglobuline, prodotte dalle plasmacellule, che hanno la capacità di individuare e neutralizzare gli antigeni, che sono molecole estranee potenzialmente dannose per l’organismo.

Nella struttura dell’anticorpo è presente una porzione, nota come “paratopo”, che identifica e si lega alla struttura complementare dell’antigene che è nota come “epitopo”.

Nel momento in cui un anticorpo si lega ad un antigene, attiva altre risposte immunitarie, come l’azione dei macrofagi per distruggere l’agente patogeno estraneo.

Gli anticorpi primari sono prodotti come anticorpi policlonali e monoclonali.

Questi anticorpi sono utili a scopo di ricerca per rilevare biomarcatori per malattie come il diabete, il cancro, il morbo di Alzheimer e la malattia di Parkinson.

In funzione del meccanismo con cui un anticorpo si lega ad un antigene (direttamente o indirettamente), possiamo distinguere tra “anticorpi primari” e “anticorpi secondari”: mentre un anticorpo primario ha la capacità di legarsi direttamente all’antigene, un anticorpo secondario non si lega direttamente all’antigene, ma sviluppa le interazioni attraverso il legame intermedio con l’anticorpo primario.

Questa è, sinteticamente, la differenza di fondo tra un anticorpo primario e quello secondario.

Modalità di funzionamento di un anticorpo secondario

Gli anticorpi secondari si legano agli anticorpi primari per facilitare il rilevamento e l’amplificazione degli antigeni oggetto della risposta immunitaria.

Gli anticorpi secondari hanno l’importantissima caratteristica di non interferire con la procedura di legame degli anticorpi primari con gli antigeni, in quanto non si legano direttamente all’antigene: allorché gli anticorpi primari si siano legati direttamente agli antigeni bersaglio, gli anticorpi secondari intervengono e, a loro volta, si legano agli anticorpi primari.

Dato un anticorpo primario ottenuto dal siero di animali (topo/ratto/ coniglio/capra) a seguito dell’inoculazione della proteina di interesse, per utilizzare gli anticorpi secondari occorre usare il siero di un animale, di una specie diversa da quella in cui è stata indotta la produzione degli anticorpi primari, a sua volta immunizzato con anticorpi della specie dell’anticorpo primario: per dirlo semplicemente, se l’anticorpo primario è stato prodotto in un coniglio, l’anticorpo secondario deve essere prodotto, ad esempio, in una capra immunizzata contro il siero di coniglio.

Gli anticorpi secondari sono, quindi, anticorpi diretti contro la parte costante di un anticorpo di specie diversa

L’anticorpo secondario deve essere specifico per le specie di anticorpi e per l’isotopo dell’anticorpo primario durante l’attività di rivelazione dell’antigene.

Il tipo di anticorpo secondario è selezionato dalla classe di anticorpi primaria, dall’organo di origine e dall’etichetta proteica.

La maggior parte delle classi di anticorpi primari sono di classe IgG.

A cosa servono gli anticorpi secondari

Gli anticorpi secondari, particolarmente efficaci nell’immunomarcatura sono utilizzati in vari tipi di test come ELISA o Western Blotting, Flow Cytometry e Immunohistochemistry, ecc.

Infatti, gli anticorpi secondari forniscono il rilevamento e l’amplificazione del segnale oltre ad estendere l’utilità di un anticorpo attraverso la coniugazione con le proteine.

Gli anticorpi secondari sono tendenzialmente disponibili in forme coniugate.

Per le tecniche come ELISA o Western Blotting, è tendenzialmente più diffuso l’utilizzo di secondari coniugati con enzima, mentre per la citometria di flusso o l’immunofluorescenza vi è una preferenza per gli anticorpi secondari coniugati a proteine fluorescenti o coloranti come Alexa Fluor.

Nell’immunomarcatura, poiché è necessario un solo tipo di anticorpo secondario per legarsi a molti tipi di anticorpi primari, ciò riduce il costo in quanto è sufficiente etichettare un solo tipo di anticorpo secondario, piuttosto che vari tipi di anticorpi primari.