Antigeni

Antigeni

Un antigene è una proteina in grado di essere riconosciuta dal sistema immunitario come estranea o potenzialmente pericolosa. Si definisce invece immunogena una sostanza in grado di stimolare il sistema immunitario a tentare di produrre anticorpi contro di essa. La sostanza può essere di provenienza ambientale o formarsi all’interno del corpo. Il sistema immunitario uccide o neutralizza qualsiasi antigene che riconosca come estraneo e potenzialmente dannoso. A livello molecolare, un antigene è caratterizzato dalla capacità di essere “legato” al sito di legame dell’antigene di un anticorpo. 

Sinteticamente, un antigene è una molecola in grado di essere riconosciuta dal sistema immunitario come estranea o potenzialmente pericolosa.

Il sistema immunitario uccide o neutralizza qualsiasi antigene che riconosca come estraneo e potenzialmente dannoso. Vediamo nel dettaglio cosa sono gli antigeni e perché sono importanti.

Cosa sono gli antigeni?

La definizione di antigene ha subito nel tempo diversi adattamenti in funzione dell’approfondimento delle conoscenze sul funzionamento del sistema immunitario.

Sicuramente un virus o una sua parte, oppure una porzione di batterio, sono antigeni, ma la definizione di antigene si deve estendere anche a tutte le molecole che dall’ambiente possono venire in contatto con l’organismo umano e, inoltre, alle molecole prodotte dall’organismo stesso.

Gli antigeni prodotti dal nostro organismo (self) sono generalmente tollerati dal sistema immunitario, salvo nel caso delle malattie autoimmuni, per le quali si instaurano reazioni immunitarie dirette contro cellule dell’organismo, riconosciute ed identificate come se fossero agenti esterni pericolosi.

Al contrario gli antigeni esogeni (non self) possono essere identificati come invasori e possono essere attaccati dal sistema immunitario.

Anche la recente definizione di antigene come qualsiasi agente che possa essere identificato e legato da un anticorpo, per quanto maggiormente ampia, si è progressivamente rivelata inadeguata, per cui si è arrivati oggi alla definizione ritenuta più corretta: l’antigene è un agente o una molecola che può essere identificato e legato dalle immunoglobuline o da recettori specifici dei quali sono dotati i linfociti T e B.

Sulla base del tipo di interazione che l’antigene stabilisce con il sistema immunitario, esso può essere denominato: immunogeno, aptene o tollerogeno:

  • Immunogeno è un antigene che stimola una risposta immunitaria e ne diventa esso stesso l’obiettivo.
  • Aptene è una molecola che da sola non è in grado di indurre una risposta immunitaria, ma può essere coniugata ad un’altra molecola antigene che ha effetto immunogeno, diventando, così, l’obiettivo della risposta immunitaria provocata da quella molecola.
  • Tollerogeno è una molecola che, attraverso un contatto con il sistema immunitario, evita che lo stesso sviluppi successivamente risposte nei confronti della molecola.

Di solito, da un punto di vista chimico, gli antigeni sono di solito proteine o polisaccaridi, ma anche elementi più semplici, come metalli, frammenti di DNA etc., possono divenire antigenici ed immunogenici combinandosi con le proteine proprie dell’organismo e modificandole.

Gli antigeni svolgono le funzioni appena descritte in maniera del tutto soggettiva in relazione all’individuo, poiché, sulla base del corredo di geni che ognuno possiede, una molecola può comportarsi da immunogeno in un individuo e da aptene in un altro.

lipidi e gli acidi nucleici sono antigeni solo quando si combinano con proteine e polisaccaridi.

Gli antigeni non-microbici esogeni possono includere pollini, albume d’uovo e proteine di tessuti e organi trapiantati o presenti sulla superficie di globuli rossi trasfusi.

vaccini sono classici esempi di antigeni immunogenici somministrati con lo scopo preciso di indurre un’immunità acquisita nell’organismo ricevente.

Antigeni e sistema immunitario

Il sistema immunitario rappresenta per il nostro organismo un vero e proprio apparato difensivo, indispensabile per la protezione dalle sostanze estranee nocive, gli antigeni appunto, che si presentano di solito sotto forma di microorganismi quali batteri, funghi, protozoi e virus.

Una caratteristica del sistema immunitario, fondamentale per garantire la sopravvivenza dell’intero organismo, è la capacità di distinguere tra le sostanze inoffensive e che quindi possono o devono essere preservate, e quelle che invece si dimostrano nocive e, di conseguenza,  devono essere eliminate.

In relazione alle modalità di riconoscimento degli antigeni si possono distinguere:

  • l’immunità aspecifica (o innata), che è la prima risposta di difesa “istintiva” contro le aggressioni esterne, più rapida nel rispondere ai segnali di allarme, ma non ugualmente efficace contro tutti gli antigeni;
  • l’immunità specifica (o acquisita), che, al contrario, consente una reazione difensiva più potente ed efficace, in quanto mirata ad un particolare antigene, ma è più lenta poiché per produrre anticorpi specializzati deve prima entrare in contatto con l’agente infettivo.