Antigen saliva

Per capire al meglio cosa sono gli antigeni salivari, è importante capire cosa è la saliva e come si comporta. La saliva è un liquido iposmotico secreto dalle diverse ghiandole salivari situate nella cavità orale.

Come tutte le secrezioni, anche la saliva è costituita prevalentemente da acqua, mentre soltanto l’1% è rappresentato da sostanze inorganiche ed organiche

Fra le sostanze inorganiche, troviamo soprattutto elettroliti in forma di ioni di sali minerali, in particolare cloruri e bicarbonati di sodio, potassio e calcio.

La frazione organica è ricca anche di agenti (sostanze ed enzimi) antibatterici come la lattoferrina, il lisozima, le mucine (MG1 e MG2), le immunoglobuline IgA, IgM, IgG, l’alfa-amilasi e composti organici come l’albumina, l’urea, gli acidi urici, i lattati e la creatinina. Inoltre, sono presenti cellule umane, batteri e, in certi casi, anche virus.

In misura minore, vi sono anche altre sostanze come la pepsina, il testosterone, l’urogastrone, il cortisolo, gli estrogeni, il progesterone e l’aldosterone.

Come funziona la saliva?

La saliva presenta mediamente un pH vicino alla neutralità, che oscilla da 6,5 a 7,5. Le ghiandole salivari funzionano ininterrottamente, anche durante il sonno, e la saliva viene secreta continuamente, pur variando in quantità e in caratteristiche.

Le IgA sono gli anticorpi particolarmente presenti nelle secrezioni (saliva, lacrime, muco, ecc.) e, in quanto tali, costituiscono una vera e propria barriera che le mucose oppongono agli agenti infettivi.

Le immunoglobuline A salivari sono una sottoclasse delle immunoglobuline A, e la loro ricerca è utilizzata per valutare la capacità di difesa della mucosa orale.

In particolare, la lattoferrina salivare è una glicoproteina che, oltre ad avere un’attività antimicrobica dovuta alla sua capacità di legare due atomi di ferro per molecola, sottraendoli ai batteri patogeni, possiede anche un’attività anti-infiammatoria, dimostrata in vitro ed in vivo, che la classifica come il più importante fattore dell’immunità naturale apportata dalla saliva, che protegge i tessuti dall’aggressione di batteri, miceti e virus patogeni.

I test salivari

Grazie a questa caratteristica di avere un alto contenuto di immunoglobuline e di ormoni, la ricerca ha dato valenza scientifica all’analisi della saliva come saggio non invasivo per monitorare lo stato di salute sistemica e, quindi, per prevenire lo stato patologico di un individuo.

Tra i test salivari maggiormente in uso si possono citare i Test Elisa per il rilevamento del Cortisolo e delle Iga, i test degli enzimi Alfa-Amilasi, i test sul DNA.

Nello specifico, hanno assunto notevole rilevanza, ad esempio, il test HIV e il recente test SARS-Cov-2:

  • Il test HIV può essere effettuato sulla saliva in quanto, in caso di infezione, contiene gli anticorpi IgG e IgM anti-HIV. Il test è costituito da un supporto solido monouso con una paletta sterile da applicarsi sulle arcate gengivali superiore e inferiore ed un’area di reazione contenente antigeni HIV-1/2. Il test risulta NON REATTIVO o NEGATIVO quando compare solo la banda di controllo nella zona C. il che significa che non ci sono anticorpi contro l’HIV nella saliva. Il test, al contrario, è REATTIVO o POSITIVO quando compaiono due bande nelle zone T e C, che attestano come nella saliva siano presenti anticorpi contro l’HIV che possono indicare lo stato di infezione da HIV. Per la conferma della diagnosi dell’infezione si richiede l’effettuazione di un ulteriore test tradizionale sul sangue, condotto mediante il metodo ELISA e, per maggiore sicurezza, anche con il test Western Blot.
  • il test SARS-Cov-2: a causa della pandemia da SARS-Cov-2, sono stati sperimentati di recente test salivari di tipo molecolare, idonei a rilevare la presenza del RNA del virus, e di test salivari di tipo antigenico, che invece rilevano le proteine virali. Il test salivare risulta essere indubbiamente più semplice e meno invasivo rispetto al tampone naso-faringeo. Anche il Ministero della salute ha attestato la validità di alcuni test antigenici di laboratorio effettuati anche sulla saliva. La facilità di prelievo rende questa tipologia di test facilmente utilizzabile anche per lo screening massivo in contesti di socialità a basso rischio, come le comunità scolastiche, per i quali i tempi di risposta dei risultati siano compatibili con la tempistica di elaborazione da parte dei laboratori.